Alta Sensibilita’ - Domande e Risposte


In questo articolo cerco di riassumere le domande più comuni rispetto agli studi sull’Alta Sensibilità. Conoscere è il primo passo per comprendere se stessi, per capirsi e accogliersi.Buona lettura!

  • Quando si comincia a parlare di Alta Sensibilità?

E’ del 1997 la pubblicazione del primo articolo scientifico, da parte di Elaine Aron, in cui si nomina questa caratteristica. Il nome scientifico di questa caratteristica è SENSIBILITA’ di PROCESSAMENTO SENSORIALE e implica un cervello ed un sistema nervoso che si attivano con un funzionamento diverso dalla maggioranza della popolazione, nel processare ed elaborare le informazioni ricevute dall’ambiente esterno, attraverso i sensi.

In questo primo articolo si spiega che quando si parla di sensibilità non si parla di reazioni emotive ma di PROFONDITA’ di PROCESSAMENTO delle informazioni. Viene dimostrato infatti che all’interno della personalità c’è una variabile indipendente non patologica diversa da tutto ciò che in precedenza era stato definito emotività, introversione o timidezza, e che riguarda una minoranza della popolazione, non solo nella specie umana.

  • Perchè siamo cosi sensibili?

Il cervello altamente sensibile risulta funzionante con una prevalenza di un sistema di inibizione rispetto a quello di attivazione, questo significa che prima di agire o prendere una decisione c’è maggior osservazione, controllo e attenzione. Questa modalità è stata evidenziata come efficace strategia di sopravvivenza della specie, poiché la bassa impulsività ad agire subito porta in alcuni casi a evitare pericoli, anche gravi. rispetto alla popolazione che non possiede questo tratto.

La Sensibilità inerente il Processamento Sensoriale è quindi una particolare strategia evolutiva della specie ed è composta da una predisposizione genetica incrociata con l’ambiente. Questo significa che il tratto è ereditario ma sono stile di vita ed esperienze (epigenetica) a far esprimere o meno le caratteristiche altamente sensibile. Questa predisposizione genetica comprende un cervello che ha determinate aree di neurosensibilità.

  • Quanto è diffuso il tratto altamente sensibile?

La percentuale di persone altamente sensibili secondo i primi studi americani degli anni 90 è del 15/20% ma le ultime ricerche (2018), hanno ampliato la percentuale fino al 30% considerando il fattore culturale: a seconda del luogo in cui una persona altamente sensibile cresce può esserci maggiore o minore riconoscimento del tratto.

  • Essere altamente sensibili è uno svantaggio?

Nell’articolo del 2013, di Pluess e Belsky (“sensibilità come vantaggio evolutivo”) emerge che la sensibilità diventa un vantaggio, rispetto alla popolazione non altamente sensibile, in particolare rispetto all’esposizione alle risorse positive e potenzianti.

Può essere un fattore di rischio se le condizioni ambientali sono molto negative, ma nel momento in cui una persona altamente sensibile viene in contatto con un ambiente favorevole, con risorse e programmi di recupero, la caratteristica SPS offre un fattore di protezione e di vantaggio (con dati superiori alla media).

  • C’è una diagnosi o una certificazione per l’Alta Sensibilità?

Non esiste nessun certificato o diagnosi che attesti presenza di Alta Sensibilità, perché stiamo parlando di una caratteristica della personalità e non di una patologia. Non esiste quindi inquadramento clinico.

  • Come faccio ad avere la certezza di essere PAS?

E’ possibile riconoscersi come persone altamente sensibili approfondendo le caratteristiche comportamentali derivanti dall’Alta Sensibilità, e attraverso il test informativo/orientativo presente sul sito www.personealtamentesensibili.it e su vari libri che parlano di questi studi.

Trovi un elenco di caratteristiche altamente sensibili in questa pagina di questo sito.

L’obiettivo della divulgazione e della conoscenza del tratto non è la “certezza di essere PAS” nè mettere etichette, ma aiutare le persone a comprendere meglio sia il proprio funzionamento (per prendersi cura di sè), sia il valore aggiunto che possono portare nella loro vita quotidiana e nella società.

  • C’è una “cura” per l’Alta Sensibilità?

Non essendo una patologia, l’Alta Sensibilità non è da curare, ma si tratta di imparare a gestire questo tratto innato, sano e neutro, che implica un funzionamento diverso del sistema nervoso.

E’ quindi molto importante iniziare a conoscere meglio se stessi, attraverso l’approfondimento degli studi sull’Alta Sensibilità in primis, per poter trovare il proprio “libretto di istruzioni” personale. L’obiettivo non è quindi curare, ma prendersi cura di sè.

  • Che differenza c’è tra Alta Sensibilità e Ipersensibilità?

L’Alta Sensibilità è un tratto di personalità con cui si nasce, dipende infatti da una predisposizione genetica ereditata dalla famiglia. Si è quindi cosi fin da piccoli, e proprio da piccoli si esprime di più. Nella crescita, condizionamenti e adattamenti al contesto possono arrivare a nascondere questa caratteristica ereditaria, poichè l’interazione con l’ambiente può interferire con la manifestazione delle caratteristiche innate (epigenetica).

L’ipersensibilità è invece uno stato transitorio che tutti possiamo vivere e può essere causato da un periodo particolarmente intenso o un evento traumatico (fisico o emotivo) che è capace di renderci più reattivi e sensibili all’ambiente che ci circonda. Questo periodo però può essere superato e si può ripristinare una sensibilità media, se questa non è appunto più elevata in modo innato.

Se hai bisogno di altre informazioni sul tratto dell’Alta Sensibilità, clicca qui e scopri di più. Oppure scrivimi a vivisensibile@gmail.com per chiedermi quello che ancora ti incuriosisce.


Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!

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Nicoletta Menozzi