Rabbia e Alta Sensibiità

Se, come Persone Altamente Sensibili, abbiamo un passato in cui ci è stato insegnato che arrabbiarsi “non è bello” o se cerchiamo in tutti i modi di essere buoni e perdonare un torto che ci è stato fatto, allontanando sensazioni e pensieri che parlano di altro, allora può darsi che ci sia un problema con questa emozione.

Nei percorsi per PAS mi capita spesso di dover fare questa precisazione di fronte alla fatica delle persone nel condividere esperienze emotive connesse alla rabbia: preciso sempre che la rabbia è un’emozione, mentre la violenza è un comportamento e che si può sentire rabbia senza per forza attivarsi con comportamenti violenti. E che se la rabbia esiste come emozione, in modo naturale in ogni essere umano, significa allora che non c’è nulla di male nel provarla.

Purtroppo l’educazione e la percezione a volte un po distorta da una visione idealistica della realtà, non permettono ad una persona sensibile di poter essere, quando serve, anche molto arrabbiata. Oppure accade che la rabbia venga come “oscurata” e giudicata sbagliata, lasciando spazio solo alle parti di sé buone, tranquille, comprensive e compiacenti.

Questa è una abitudine che conosco bene e per questo ne voglio parlare.

Provate ad immaginare come se dentro di voi ci fossero alcuni personaggi “protagonisti” della vostra vita quotidiana. Ci sarebbero personaggi che hanno a che fare con i vostri ruoli, e altri personaggi che hanno a che fare con le vostre caratteristiche principali, legati ad aspetti vari di voi. Può esserci, quindi, la madre, il marito, l’impiegata, la figlia, l’amico, ecc, oppure altre parti come la comprensiva, l’empatica”, la simpatica, l’attivista, l’altruista, ma anche l’insicura, la titubante, la permalosa, ecc. ecc.

Di solito ci sono parti di noi che hanno libero e totale accesso al “palcoscenico” della nostra vita. Nessuno impedisce loro di entrare in scena e di portare avanti le proprie attività e le proprie reazioni alla vita. Ci sono infatti alcune parti di noi che hanno un vero e proprio “lasciapassare”, che sono ben viste, che hanno una loro dignità, spesso anche se non sono proprio cosi “perfette” o se hanno dei problemi. Diciamo che a volte, anche certi problemi hanno il “lasciapassare” essendo problemi normali, che hanno tutti o molti e quindi possono, in certe circostanze, salire sul palco.

Per una PAS la parte “arrabbiata” però spesso non rientra neanche tra le parti con una certa dignità: perché “le persone sensibili e buone non si arrabbiano e non fanno del male agli altri”… MAI.  

E’ con frasi del genere, probabilmente, che fin da piccola una Persona Altamente Sensibile impara a negare le sue emozioni, a non alzare la voce, a sopportare, a non dire la sua opinione soprattutto se con enfasi (come può capitare spesso ad una PAS). E’ cosi che si iniziano a richiudere in un camerino del teatro interiore certe parti di sè, evitando cosi il loro (rischioso) ingresso sul palcoscenico quotidiano.

Ma siccome nulla si può negare troppo a lungo, e soprattutto la nostra psiche ha bisogno di equilibrio, se rinneghiamo alcune parti di noi, sicuramente qualcosa che ci parla di loro emergerà come un “problema” nella nostra vita, un problema che probabilmente ci parlerà un’aspetto che vuole “farsi vedere” e sentire.

Nel caso della rabbia potrebbe capitare quindi qualche situazione insostenibile in cui iniziamo a provare qualcosa di “troppo forte ed intenso”, qualcosa che ci appare altamente problematico sia da gestire che da accettare. Relazioni o situazioni che ci generano “improvvisamente” una rabbia intensa, una sensazione di calore, qualcosa che appare come “insolito” o peggio come “sbagliato”. Qualcosa che ci fa cercare soluzioni, per “spegnere”, per correggere e per far allontanare da noi questo “sentire”.

Oppure può capitare che abbiamo sintomi fisici e somatizzazioni, come eruzioni cutanee o infiammazioni varie… in questo caso può essere che qualcosa che abbiamo negato arrivi a manifestarsi nel corpo, non solo in modo simbolico ma proprio in modo concreto e visibile. Qualche parte di noi, probabilmente molto censurata in passato, non ce la fa più a restare chiusa nel retro del teatro e in qualche modo vuole farsi vedere e soprattutto vuole dire la sua.

So per esperienza che, come persone sensibili, negare la rabbia per qualcosa che non possiamo più accettare, può arrivare a far stare molto male. Imparare ad essere precocemente “bravi bambini” può far decidere prestissimo che alcune parti di sé vanno relegate e ben chiuse a chiave in qualche posto inaccessibile del “teatro interiore”.

E sempre per esperienza so, che si può recuperare vero benessere solo quando si decide prima di aprire il lucchetto, poi la porta, fino a “liberare” completamente questo aspetto di noi, cominciando ad ammettere come valide e accettabili le proprie parti “intense”, il proprio “fuoco”, la propria energia vitale anche nella sua modalità più conosciuta e più visbile che chiamiamo rabbia.

La rabbia infatti (in tutte le sue sfumature di intensità) non è altro che un’emozione utile per segnalare che qualcosa ostacola il nostro benessere e la nostra direzione di vita e quando la sentiamo crescere ci può indicare che è successo qualcosa che “a me non sta bene”, che qualche mio bisogno non è stato accolto e ascoltato.

E’ a partire da questa visione che rabbia e sensibilità possono ricominciare a parlarsi. Non bisogna diventare persone insensibili e violente, o che peggio, fanno del male agli altri, ma si può ricominciare ad accogliere il proprio SENTIRE, qualunque esso sia, dandogli dignità, dandogli uno spazio e ricominciando ad ascoltare le emozioni come “spie”, come segnali stradali capaci di indicare la direzione verso quello che è importante per noi, senza prevaricare nessuno, ma semplicemente imparando a dire come ci sentiamo e di cosa abbiamo bisogno. L’energia che la rabbia racchiude serve a questo: per dire e sostenere nel tempo dei SI e dei NO veri e autentici.

Se queste parole ti risuonano ed è il momento per te di affrontare il tema della rabbia, scrivimi a vivisensibile@gmail.com per una breve chiamata conoscitiva gratuita. Sarò felice di conoscerti e di darti indicazioni su questo ed altri temi legati al tuo benessere sensibile.

 


Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!

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Nicoletta Menozzi