Alta Sensibilità: psicoterapia o counseling?
Quando l’essere troppo sensibili appare come un problema, qualcosa che tende a far diventare la vita quotidiana qualcosa di faticoso, può nascere il desiderio di essere aiutati a superare possibili difficoltà che una maggiore sensibilità può portare nelle relazioni, o anche solo nella gestione della reattività emotiva.
Spesso ci si orienta verso la psicoterapia, soprattutto quando la sofferenza emotiva è particolarmente intensa e necessita di un approfondimento particolare magari su avvenimenti traumatici del passato che emergono e hanno bisogno di essere elaborati.
A volte però il vissuto di una Persona Altamente Sensibile non appare strettamente connesso a qualcosa da “guarire”, ma piuttosto emerge il desiderio di comprendere meglio se stessi e poter diventare quindi più “centrati” nelle varie situazioni quotidiane.
L’Alta Sensibilità infatti, pur non essendo una patologia, può offrire terreno fertile per dinamiche non sane e attivazioni automatiche che se non consapevoli portano a difficoltà piccole ma costanti e amplificate.
Non tutti hanno desiderio di conoscere meglio se stessi, spesso è sufficiente superare un certo disagio immediato, e così si prosegue di “problema in problema”. Certo la vita è anche questo, occuparsi di un problema alla volta, ma a volte non ci accorgiamo che i tipi di problemi che affrontiamo tendono ad avere una radice comune, come se ci fosse uno o più “punti deboli” che richiamano in vario modo la nostra attenzione, come se qualcosa in noi vuole parlarci ma a forza di “toppe” messe, non ci mettiamo mai davvero in ascolto di noi.
A volte dopo un percorso di terapia come Persone Altamente Sensibili, sentiamo che sì, abbiamo superato quel momento di disagio, quella relazione è migliorata, ma lo stesso non riusciamo a vivere con equilibrio la quotidianità. Spesso l’esperienza è quella di sentirsi in balia di un mondo interiore (ed esteriore), complesso, intenso e spesso contradditorio.
L’esperienza di mettersi in ascolto di sé in assenza di un disagio intenso e persistente, ma solo con la necessità di diventare più stabili e più equilibrati in certi contesti e relazioni, è quello che può offrire (anche dopo una terapia) un percorso di counseling: uno spazio per rimettere in ordine i pezzi, uno spazio per permettere alle tante parti di noi di fermarsi, ascoltarsi e comprendersi e trovare armonia, uno spazio perfetto per chi desidera coltivare la propria crescita ed evoluzione interiore accompagnato da qualcuno che ha già fatto questo e sa dove condurti.
Il percorso con il counseling psicosintetico fa proprio questo in particolare: permette di “ricentrarsi” imparando a conoscere meglio i propri comportamenti, vedendoli proprio come dei “personaggi interiori” che tendono ad attivarsi in modo automatico.
Come PAS ci sono spesso molti “personaggi” che fanno parte di noi da sempre, che mandano avanti la nostra vita come riescono, come hanno imparato a fare. A volte può succedere che questi comportamenti nel tempo diventino disfunzionali o vissuti con pesantezza, come qualcosa che non ci permettere di esprimere pienamente noi stessi.
Ad esempio, ad alcune PAS può succedere di sentire molta rabbia per qualcosa che non funziona come si desidera (una relazione, un progetto, o altro). Questo è spesso dovuto alla presenza di una parte “idealista” che si scontra con una realtà esterna che non è cosi “rosa e fiori” come invece spesso una PAS si immagina e desidera.
Oppure può succedere che si sente tristezza perché all’ennesima richiesta di “esserci” la parte “crocerossina” ha di nuovo detto SI anche se non ne può più di aiutare senza ricevere nulla in cambio.
Oppure ancora si può percepire un conflitto interiore tra una parte “brava bambina” costantemente attenta a non ferire gli altri e a comportarsi in modo compiacente e ineccepibile, e una parte che desidera invece più libertà, leggerezza, creatività.
Oppure ancora si potrebbe provare senso di colpa per la comparsa di una parte “asociale” che non desidera più aderire ad incontri e/o socialità organizzati da altri, preferendo semplicemente una buona lettura o silenzio rigenerante.
Se quello che ho descritto ti risuona, se hanno risuonato in te questi o altri “personaggi” sensibili interiori e desideri uno spazio superare blocchi e ostacoli che vivono dentro di te, sono disponibile per accompagnarti.
Scrivimi a vivisensibile@gmai.com per fissare una breve chiamata conoscitiva gratuita.
Il Counseling per Persone Altamente Sensibili non è terapia, non va nel passato e non si occupa di traumi o di disagio intenso e duraturo, ma è uno spazio di ascolto interiore che può offrire nuovi modi di vedere ciò che abbiamo sempre guardato e vissuto con fatica.
Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!
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